Alto Adige Festival 2019

L’estate di Dobbiaco si avvicina al suo culmine. Così come in passato, alla fine dell’estate, Gustav Mahler riorganizzava il suo rientro a Vienna, così anche l’Alto Adige Festival di Dobbiaco leva le tende.

Emotions & moods: intorno a questi due concetti ha ruotato, quest’anno, l’intero Festival dell’Alto Adige di Dobbiaco.

L’amore per la musica e l’arte hanno fatto sentire e vivere emozioni e sensazioni davvero particolari. Il programma molto diversificato ha fatto battere i cuori degli spettatori. Non meno emozionati dall’acustica della sala Gustav Mahler sono stati i giovani musicisti, le note star e i musicisti professionisti che sono intervenuti. Lo storico Grand Hotel Toblach nella sua magnificenza ha conferito inoltre “quel tocco in più”.

I fan del Festival dell’Alto Adige non conoscono la parola noia. Dall’opera triste di Wagner alla Zarathustra di Strauss, fino alla Prima vivace e romantica di Händl e Gustav Mahler, le opere sono state performate da giovani musicisti con un brio, un’energia e una passione per la musica da far rabbrividire gli spettatori, e sono culminate nella classica esibizione musicale dello straziante Schiaccianoci e della Quinta sinfonia di Tschaikosky, come pure del walzer sincopato La Valse di Ravel a cura dell’Orchestra giovanile italiana. L’ex attrice Erika Pluhar, autrice e cantante sempre molto attiva, ha accompagnato il suo pubblico tra gli alti e i bassi dell’esistenza – in particolare di quella femminile. Cantando, recitando, raccontando, magistralmente accompagnata dal pianista Roland Guggenbichler, ha regalato una serata al contempo divertente e malinconica, ricambiata da una lunga standing ovation da parte del pubblico. Una riuscita cooperazione tra il Festival dell’Alto Adige, il Comitato di educazione di Dobbiaco e la Biblioteca Hans Glauber.

Un rinnovato ringraziamento, da parte del Presidente del Festival dell’Alto Adige, Christian Gartner, va tributato agli artisti e al pubblico affezionato per gli emozionanti momenti musicali. La mostra “I dettami del metronomo” di Julia Bornefeld, che ha fatto da cornice ai concerti, si è sviluppata intorno al Festival dell’Alto Adige in immagini dai colori vistosi ed oggetti musicali carbonizzati, sgargiante come il romantico Händl, lenta e cupa come Bruckner.

Il Festival dell’Alto Adige ringrazia in particolar modo per il sostegno finanziario la Regione Autonoma di Bolzano e Trento, il Comune di Dobbiaco, il Teleriscaldamento San Candido-Dobbiaco, la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, la Raiffeisenkasse di Dobbiaco e il Romantikhotel Santer. Un ringraziamento va pure alle strutture ospitanti (Apparthotel Germania, Romantikhotel Santer, Ostello della gioventù di Dobbiaco, Hotel Dolomiten) e alle aziende (Caseificio Tre Cime Dobbiaco, Panificio Trenker, Macelleria Nocker, FTI) che hanno contribuito al catering dei numerosi artisti.

Un grazie a tutti, quindi, e un arrivederci alla prossima edizione!
2020: dal 21.08 al 13.09. – Gentili Signore e Signori: preparatevi a nuove entusiasmanti emozioni!

Traduzione: Alessia Broccardo

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