L’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco

L’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco organizza vari eventi culturali come i Colloqui di Dobbiaco, corsi di formazione e promuove nell’immediato futuro progetti per il recupero energetico nei Comuni di Dobbiaco e San Candido. Inoltre l’Associazione sostiene iniziative e progetti rivolti a realizzare sul territorio la visione per un’Era Solare soprattutto nell’ambito dell’efficienza energetica, della mobilità, del turismo e dell’agricoltura.

I Colloqui di Dobbiaco

Nella località di Dobbiaco, punto di incontro tra due culture, dal 1985 al 2007 i “Colloqui di Dobbiaco” - ideati e organizzati da Hans Glauber - affrontarono ogni anno le tematiche ambientali di maggior rilievo proponendo di pari passo delle soluzioni concrete. Col passare degli anni i Colloqui di Dobbiaco si sono rivelati un prestigioso laboratorio d’idee per una svolta ecologica nell’arco alpino e non solo.

Dopo la scomparsa di Hans Glauber, il ruolo di “curatore” dei Colloqui di Dobbiaco è stato assunto da Wolfgang Sachs, dapprima con l’edizione 2008 e a partire dal 2010 con Karl-Ludwig Schibel. Dopo temi come il denaro, il benessere, il suolo, intraprendere la grande trasformazione, l’imparare per l’era solare, e il turismo dolce e le base morali dell’impegno sociale ed ecologico l’edizione del 2017 discuterà la sharing economy e il contributo della digitalizzazione alla sostenibilità.

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Cosa sanno gli alberi? Incanto e tormento delle foreste

Ideatori: Wolfgang Sachs, Karl-Ludwig Schibel
Moderazione: Karl-Ludwig Schibel

27.9.– 29.09.2019

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È tempo che i Colloqui di Dobbiaco - dopo le conferenze su educazione ambientale, turismo, digitalizzazione e transizione energetica - dedichino un’edizione al tema della protezione della natura in senso stretto: la biodiversità. Dobbiaco è circondata da foreste, ma non c'è ancora stata una conferenza che abbia affrontato esplicitamente la foresta nelle Alpi. I Colloqui di Dobbiaco degli ultimi tre decenni si sono concentrati principalmente sull'era solare, mentre la seconda utopia del movimento ambientalista - l'era della biodiversità - ha svolto un ruolo piuttosto marginale.
Anche le foreste alpine sono minacciate dai cambiamenti climatici. Le tempeste abbattano intere pendici montuose, l'erosione asciuga i corsi d'acqua, la siccità attira i parassiti. In che modo le foreste possono adattarsi all'aumento degli eventi meteorologici estremi? Inoltre, le foreste non sono solo vittime, ma anche protettrici del clima. Foreste diversificate possono immagazzinare CO2, gli alberi insieme all'humus e alla vegetazione immagazzinano il carbonio.
Negli ultimi anni si sta profilando un nuovo apprezzamento del mondo vegetale da parte di un vasto pubblico. Dai sorprendenti bestseller di Stefano Mancuso (“Plant Revolution”) e Peter Wohlleben ("La vita segreta degli alberi") è apparso un numero considerevole di libri che trattano gli organi sensoriali di piante e alberi. Come comunicano gli alberi tra di loro, come sentono, che memoria hanno, come è organizzata la loro vita sociale, quanto sono intelligenti e creativi, sono tra le domande che questi libri si pongono. Per venire al nocciolo: Gli alberi hanno coscienza? La domanda indica una diversa comprensione della natura e pone la questione sulla posizione dell'uomo nella diversità della vita.
Dopotutto, conosciamo la foresta da passeggiate ed escursioni, come luogo di caccia e come fonte di materia prima.
Il venerdì o il sabato pomeriggio dei Colloqui potranno essere organizzati dimostrazioni ed esercizi pratici svolti nella foresta. Attraverso la visione e il tatto, odori e suoni, la foresta può essere vissuta anche con l'aiuto di una macchina fotografica, un microscopio e Google.

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